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L’opera di Valentina Crivelli si presenta come un critico
sistema iconografico. L’obiettivo sembra essere
quello di approfondire, avvalendosi
dell’antropologia visuale, il tema dell’agire quotidiano osservato nei diversi ambiti dello scorrere della
vita, di cui l'artista è in grado di svelare quella novità e quella centralità
che troppo spesso sembra sfuggire.
Attraverso un percorso che unisce la vita che c’è con una
critica del segno e dell’oggetto, si realizza una
costruzione ed una rappresentazione materiale, simbolica ed
esistenziale degli atti quotidiani, verso una struttura orogrammatica d'insieme di quegli aspetti che rivelano il
senso sia della costruzione interiore e del legame umano,
sia delle metamorfosi antropologiche e delle dinamiche
strutturali dell'individualità after-modern.
Il nodo dell’opera della Crivelli sembra così essere il
rapporto tra la struttura sociale e l’agire quotidiano della
persona: in che modo i tratti oggettivi della società
influenzano le azioni degli esseri umani? La risposta
dell’artista non sta nei determinismi o nei condizionamenti
così come comunemente vengono intesi, bensì nelle capacità
originali che le persone hanno di stabilire autonomamente
che cosa sta loro di più a cuore e quale modus vivendi
meglio esprime le loro emozioni e passioni.
Prof. Raffaele Federici,
Università di Perugia |
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